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22 Marzo 2017 Commenti chiusi

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E’ on line il mio nuovo sito e blog

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Da oggi tutte le notizie saranno pubblicate sul nuovo sito. Questo blog rimarrà on line, per permettere la consultazione di tutti gli articoli e di visionare tutti i materiali pubblicati in questi anni, ma non sarà più aggiornato.

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CIAK febbraio 2017

6 Febbraio 2017 Commenti chiusi
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“Le SCIENZE INESATTE” un libro illustrato e un film in stop-motion

6 Febbraio 2017 Commenti chiusi

La storia che voglio raccontare, con un lungometraggio in animazione stop-motion e un libro illustrato, ruota attorno alla wunderkammer (camera delle meraviglie) e alla fabbricazione dell’homunculus, due temi incontrati casualmente durante i miei studi, in occasione di una folgorante edizione della Biennale di Venezia dedicata ai rapporti tra arte e scienza,  poi entrati prepotentemente a far parte della mia poetica.

Nel 2011 ho pubblicato con la casa editrice #logosedizioni due libri illustrati intitolati Homunculus e Wunderkammer,  che costituiscono una sorta di naturale spin-off per questo progetto, perché tratti da una vecchia versione della sceneggiatura cinematografica, scritta per un film che poi non è stato realizzato. Inoltre avevo anche disseminato vari elementi e suggestioni in altri miei film, come Frammenti di Scienze inesatte del 2005 e Krokodyle del 2011.

Il film e il libro narrano la storia di Jonah, che guidato dallo spettro di una bambina si perde nella costruzione di una wunderkammer, descrivono il mutare del suo carattere che incede di pari passo alla crescita del suo personale museo e soprattutto  la sua storia d’amore con Rebecca, una ragazza che sacrificherà la sua stessa esistenza in virtù dell’amore in cui crede. Tutto questo è ambientato in un luogo lontano, sperduto sulle coste dell’oceano, abitato da strambi ricercatori dediti a discipline a cavallo tra le scienze ufficiali, le arti occulte e la fantasia sfrenata: le scienze inesatte del titolo.

Una fiaba quindi, una fiaba nera, macabra, crudele, degna della tradizione nordica, quella dei fratelli Grimm per intenderci, ma con contaminazioni da Lewis Carroll, Collodi, ma anche dalle storie di fantasmi tipicamente anglosassoni, nel solco della migliore narrazione gotica e fantastica.

Tanti anni fa, quando cominciai a buttare giù le prime idee  di questa storia ero concentrato su un lungometraggio con attori in carne ed ossa, con un grande dispiego di effetti speciali e di post-produzione digitale, ma poi andando avanti negli anni e portando avanti anche l’ attività d’illustratore, oltre che di regista cinematografico, ho cominciato ad appassionarmi all’animazione stop-motion, tecnica che consiste nel riprendere dei burattini muovendoli fotogramma dopo fotogramma davanti alla macchina da presa. Dopo alcuni tentativi di sviluppo, il film non è stato poi realizzato e nel corso degli anni ho continuato a lavorarci, allontanandomi sempre di più dall’idea di lavorare con attori sui miei personaggi.

Sperimentando e scoprendo tanti autori mi sono reso conto che la stop-motion è la parte nascosta dell’animazione, quella più misteriosa, oscura, perturbante, quella che le persone ‘normali’ generalmente cercano di evitare e che spesso frettolosamente tendono a etichettare come inquietante. Ma se si perde quella ritrosia ingiustificata, quel timore iniziale che a volte può infondere sensazioni sbagliate, si potrà scoprire un mondo meraviglioso, forse un po’ sinistro, ma sicuramente affascinante, poetico e coinvolgente.

Oggi la stop-motion è una tecnica consolidata anche nel cinema destinato alla grande distribuzione, grazie soprattutto a Tim Burton e proprio quest’anno le candidature all’Oscar come miglior film d’animazione di due lungometraggi realizzati in questo modo ( Kubo and two strings e Ma vie de Courgette ) dimostrano che è una valida strada da percorrere per raccontare storie in maniera originale.

E’ anche un modo per creare un’animazione ‘adulta’, non prettamente destinata a un pubblico di bambini, quindi adottata da importanti autori come Wes Anderson, con Fantastic Mr Fox e il nuovo Isle of Dogs, o Charlie Kaufman, con Anomalisa, senza dimenticare autori storici come Jan Svankmajer e i Quay Brothers.

Spesso i materiali prediletti degli autori che fanno stop-motion sono le ossa, gli stracci, i vecchi balocchi e gli oggetti dimenticati in soffitte polverose e i temi affrontati sconfinano spesso nel gotico e nel macabro. Quindi tutto questo mi ha fatto capire che è in assoluto la tecnica migliore per raccontare le mie storie e assecondare le mie inclinazioni espressive. Vorrei realizzare un film che trovi un punto d’incontro tra i film Laika ( Coraline, Paranorman, ecc.) e quelli di Svankmajer e dei Quay, utilizzando burattini fabbricati seguendo le mie illustrazioni, ma calati anche in una scenografia fatta di oggetti reali, scheletri veri, insetti, giocando creativamente con la scala ridotta e inventando soluzioni visive con un sapore artigianale.

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FRAMMENTI DI SCIENZE INESATTE il film completo (2005)

17 Dicembre 2016 Commenti chiusi

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Il dottor Zacchìa dirige una piccola scuola di medicina e scienze naturali dove si insegnano materie ufficiali assieme a discipline inusuali, come la tanatologia, la zoologia apocrifa e la scultura tassidermica. Zacchìa è solito affittare una vecchia casa ad alcuni dei suoi studenti, che seleziona con particolare attenzione, valutandone carattere ed aspirazioni. Tra questi ci sono Tadeusz e Berenice, una coppia di ragazzi ossessionati dalla generazione spontanea e dalla creazione di un essere umano dal nulla, Nataniele, un cercatore di angeli alle prese con una misteriosa mela proveniente dallo stesso albero dal quale si originò il peccato, Cassandra, una ragazza vittima di un singolare caso di morte apparente, Giona, un disegnatore che si appassiona alla raccolta di oggetti e alla creazione di una wunderkammer e Rebecca, una restauratrice di vecchi balocchi.
Il dottor Zacchìa segue con grande attenzione le propensioni dei ragazzi, cercando di accrescere e di indirizzare gli interessi di ognuno di loro. Ma il medico serba un segreto!

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KROKODYLE il film completo

15 Dicembre 2016 Commenti chiusi

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Kaspar Toporski è un giovane filmaker di origini polacche trasferitosi lontano dalla sua città natale in giovanissima età. Kaspar è in attesa di risposte per riuscire a realizzare i suoi progetti cinematografici, così trascorre le sue giornate disegnando, scrivendo ed inventando un suo mondo immaginario che giorno dopo giorno sembra diventare sempre più reale. Nutre fin da bambino un’ammirazione sfrenata per i coccodrilli, che considera esseri perfetti in grado di controllare lo scorrere del tempo.
Kaspar discute spesso delle sue idee con Helix, una fotografa ossessionata dalla morte e dalla cattura per le immagini, della quale è anche timidamente innamorato. Frequenta inoltre un misterioso, quanto folle sarto che incarna le teorie sulla creazione e sui manichini elaborate dallo scrittore polacco Bruno Schulz e condivide la sua passione per il cinema con Bertolt, un suo collega filmaker che non ha mai superato il fallimento di un film rovinato dai pesanti interventi imposti dalla produzione.
Per fermare le sue idee, Kaspar inizia a realizzare un film su se stesso, una sorta di taccuino di appunti cinematografici, fatto di immagini catturate
d’istinto, di disegni, di fotografie, di brevi animazioni, di suoni, di parole e di musica, di sogni e di incubi. Con il passare del tempo ed il progredire del suo film però l’allontanamento di Kaspar dal mondo reale sembra farsi sempre più insistente, fino a portarlo a pensare di essere sull’orlo della follia e di essere lui stesso il frutto bizzarro della sua incontrollabile fantasia.

“un lavoro che fa dell’interiorità la sua dimensione elettiva, scegliendo come
campo d’azione le tenere elucubrazioni di un sognatore imparentato con quelli
del primo Burton o del Gondry più sfavillante.”
Mymovies.it

“Una cifra stilistica e visionaria davvero impressionante, ricca di riferimenti
all’immaginario magico e fiabesco dei paesi dell’est, alle scienze biologiche,
all’anatomia e alla zoologia.”
Movieplayer.it

“Krokodyle può definirsi un coraggioso esperimento di cinema indipendente, molto
affascinante, macabro e ironico allo stesso tempo, animato da uno spirito di
ricerca e di onestà che probabilmente il cinema italiano ha smarrito.”
Cinefilos.it

“Un elaborato di celluloide visionario che ricorda a tratti anche Eraserhead-La
mente che cancella (1977) di David Lynch”
Everyeye.it

“Un film atipico, surreale, visionario, di strabordante fantasia a metà tra Il
fantastico mondo di Amelié e Tim Burton con riferimenti a Wim Wenders e Peter
Greenaway, in cui la creatività fluisce in maniera libera e senza filtri.”
Radiocinema.it

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YouTube Video Il making of di Krokodyle

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Lucca Comics & Games 2016 – Showcase Stefano Bessoni

22 Novembre 2016 Commenti chiusi
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La realizzazione di Kubo e la Spada Magica alla Festa del Cinema di Roma

22 Ottobre 2016 Commenti chiusi

In occasione della presentazione italiana di Kubo e la Spada Magica alla Festa del Cinema di Roma, il nuovo fim di Laika (Coraline, Paranorman,  BoxTrolls) ho tenuto un mini workshop di stop-motion per spiegare le tecniche impiegate nel film. L’incontro, organizzato da Universal Pictures Italia, è stato ospitato a Casa Alice nell’ambito di Alice nella città.

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La mia recensione di KUBO E LA SPADA MAGICA su CINEFILOS.IT

Intervista su RADIOCINEMA

Articolo sul workshop su SCREENWEEK

Articolo sul workshop su CINEFILOS.IT

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OZ

10 Ottobre 2016 Commenti chiusi

Un paese incantato situato da qualche parte sotto all’arcobaleno,
oltre l’oceano e le grandi montagne, tra i deserti e le foreste pluviali.
Tutti sanno dove si trova OZ, ma nessuno sa come arrivarci.
Non si può decidere di andare a OZ,
solamente il caso può portare nelle sue lande sconfinate.
E fu così anche per Dorothy Gale, che un giorno per caso si ritrovò a OZ.

Dorothy è una bambina che vive nel Kansas con gli zii e il cagnolino Totò. Un giorno un violento tornado solleva la loro casa e, mentre gli zii riescono a mettersi in salvo, Dorothy e il cane vengono trascinati in volo fino alla Terra dei Munchkin. Nell’atterraggio la casa schiaccia la malvagia Strega dell’Est. Riconoscente, la buona Strega del Nord dona a Dorothy le scarpette d’argento della defunta e le consiglia di recarsi dal Mago di Oz, che potrà aiutarla a tornare dai suoi zii in Kansas. Inizia così la serie di intricate peripezie e incontri con bizzarri personaggi di questo classico della letteratura che ha fatto volare l’immaginazione di molti artisti tra cui Stefano Bessoni.
Dopo le colline toscane del Pinocchio di Collodi e le campagne inglesi dell’Alice di Lewis Carroll, per l’autore e illustratore è stato naturale fare un salto oltreoceano e compiere una personalissima scorribanda illustrata nella terra nata dalla fantasia di Lyman Frank Baum. Scegliendo di concentrarsi unicamente sul primo libro della saga, Il meraviglioso Mago di Oz (1900), Bessoni mette al lavoro la propria fantasia nera per offrirne una versione moderna, sintetica e avvincente. Come d’abitudine il suo intervento di adattamento consiste nel fornire stralci di testo che ripercorrono i momenti salienti della narrazione originaria accompagnati da una serie di ritratti, arricchiti e colorati nel suo inconfondibile stile macabro e grottesco. Ed ecco che in questa vivace galleria possiamo fare la conoscenza della protagonista Dorothy e della piccola, squinternata, adorabile armata formata da uno Spaventapasseri senza cervello, un Boscaiolo di Latta senza cuore, un Leone codardo e un cagnetto imprevedibile.
Ascesa al successo nel 1939 con il film di Victor Fleming interpretato da Judy Garland, questa celeberrima saga è stata riadattata in numerose versioni cinematografiche e portata avanti in quaranta volumi, di cui 14 scritti da Baum.
In questo solco si colloca Bessoni, che infonde nuova vita all’affascinante mondo di Oz, arricchendolo di nuovi riferimenti e calcandone le tinte macabre.

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Acquista OZ di Stefano Bessoni

 

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il bookshop on line di Stefano Bessoni

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12 Giugno 2016 Commenti chiusi
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ARABESCHI n° 7 – Speciale su Stefano Bessoni

14 Marzo 2016 Commenti chiusi
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