Mr. PUNCH

2 Settembre 2015 Nessun commento

Questa commediola, in versi e versacci,
riunisce tuttora i due canovacci,
pieni di pantomime e bastonate,
di tradimenti, odio e sangue a secchiate.

Nel cinquecento, un contadino acerrano di nome Puccio D’Aniello porta in scena con una compagnia di buffoni girovaghi le gesta di Pulcinello, un pulcino antropomorfo dal naso nero e adunco e dalla vocina acuta. Questa stramba figura, di cui già si trovavano tracce nell’antica Roma, diviene protagonista di tanti spettacoli ambulanti che la portano ad attecchire e diversificarsi in molti luoghi. In Inghilterra diviene un personaggio popolare famosissimo, chiamato dapprima Punchinello e poi Mister Punch, che letteralmente significa Signor Pugno, in onore alla sua innata inclinazione alla violenza. Raccogliendo notizie e suggestioni sulle due più famose incarnazioni di questa figura, Stefano Bessoni mette in scena il suo personale spettacolo tra i sobborghi di una Londra brumosa e i quartieri napoletani più malfamati, dove si aggira la peggiore feccia dell’umanità. Personaggi violenti e privi di scrupoli, #Punch e #Pulcinella vivono obbedendo a istinti primari come la fame, la rabbia, il desiderio sessuale e non esitano a compiere i più efferati omicidi, finché un giorno finalmente si incontrano… Questa storia intrigante, ricca di stratificazioni culturali e dalle implicazioni occulte e alchemiche, viene raccontata da Stefano Bessoni in uno spassoso poemetto in quartine di endecasillabi a rima baciata, che nella traduzione inglese di David Haughton prendono la forma di una ballata tragicomica alla Alexander Pope in quatrains of rhyming couplets. In parallelo scorrono le colorate e originali immagini caricaturali tipiche dell’autore: buffi e raccapriccianti personaggi dalle teste enormi, gli occhi strabuzzati e i sorrisi sardonici che mettono in mostra i denti radi. Un horror splatter in versi e immagini che spaventa, diverte e al tempo stesso invita ad approfondire una delle più importanti maschere della commedia dell’arte e le sue molteplici incarnazioni.

#ILLUSTRATI #Logosedizioni

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PINOCCHIO – Anatomy of a puppet

PINOCCHIO – Anatomy of a puppet
work in progress

a little creepy and dark film by Stefano Bessoni
a production by Fulldawa Film Paris
modeling and moulds by Gigi Ottolino for Makinarium

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ALICE SOTTO TERRA – NUOVA EDIZIONE AMPLIATA

Sotto terra perché lontano dalla vista e dai nostri sensi.
Sotto terra perché lontano dalla luce.
Sotto terra perché è lì che si annida il perturbante.
Sotto terra perché è lì che si mettono a dormire i morti e si trovano le ossa.
Sotto terra perché per Lewis Carroll era lì il paese delle meraviglie.
Il primo manoscritto, creato per la piccola Alice Liddell, si intitolava infatti “Alice’s adventures under ground”.

A tre anni dall’uscita di #AliceSottoTerra, #logosedizioni ripropone una nuova edizione ampliata, con l’aggiunta di 7 tavole e nuovi spassosi personaggi, di questo omaggio dell’autore e illustratore Stefano Bessoni al genio di Lewis Carroll. Liberamente tratto da Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio, il libro è un taccuino di viaggio con schizzi e appunti sugli abitanti del paese delle meraviglie, un “bestiario” stilato con lo sguardo di un naturalista dall’animo vittoriano, diviso tra la passione per gli insetti, gli scheletri, gli spettri, la fotografia… È un piccolo viaggio tra gli abitanti del sottosuolo visti con uno sguardo personale, macabro, quasi da “intruso”, dove Alice diviene una di loro, perfettamente calata in quella realtà ribaltata che dovrebbe invece meravigliarla.

ALICE SOTTO TERRA – NUOVA EDIZIONE AMPLIATA

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“Mr PUNCH” e “ALICE SOTTO TERRA nuova edizione ampliata”… Prossimamente con Logos edizioni

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Puppet making for stop-motion

Fasi di realizzazione del prototipo di un burattino per un progetto in animazione stop-motion su Pinocchio, tratto dal mio libro pubblicato da Logos Edizioni. Ho utilizzato una tecnica diretta, senza uso di stampi, con applicazione del lattice di gomma a tampone. Lo scheletro è ibrido, fatto di snodi a sfere e filo di alluminio intrecciato, con rinforzi fatti di tubi in alluminio.

Se volete saperne di più sulla fabbricazione dei burattini per stop-motion venite ai miei workshop e leggete il mio libro “Stop-motion, la fabbrica delle meraviglie”

If you want to learn  making puppets for stop-motion come to my workshops and read my book “Stop-motion, the marvel factory “

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KROKODYLE @ Bologna Children’s Book Fair 2015

In occasione di Bologna Children’s Book Fair 2015 che si terrà a Bologna dal 30 marzo al 2 aprile verrà proiettato il mio film KROKODYLE del 2011.

L’evento, organizzato da Logos Edizioni, Zoo e Kinodromo si terrà al cinema EuropaCinema, in via Pietralata 55, martedì 31 marzo alle ore 21. Alle ore 19.30 invece ci sarà un aperitivo e booksigning nel foyer del cinema.

Inoltre saro in fiera presso lo stand di Logos Edizioni per dedicare e personalizzare con un disegno originale le copie dei miei libri, lunedì 30 nel pomeriggio, martedì 31 la mattina e mercoledì 1 la mattina.

“un lavoro che fa dell’interiorità la sua dimensione elettiva, scegliendo come
campo d’azione le tenere elucubrazioni di un sognatore imparentato con quelli
del primo Burton o del Gondry più sfavillante.”
Mymovies.it

“Una cifra stilistica e visionaria davvero impressionante, ricca di riferimenti
all’immaginario magico e fiabesco dei paesi dell’est, alle scienze biologiche,
all’anatomia e alla zoologia.”
Movieplayer.it

“Krokodyle può definirsi un coraggioso esperimento di cinema indipendente, molto
affascinante, macabro e ironico allo stesso tempo, animato da uno spirito di
ricerca e di onestà che probabilmente il cinema italiano ha smarrito.”
Cinefilos.it

“Un elaborato di celluloide visionario che ricorda a tratti anche Eraserhead-La
mente che cancella (1977) di David Lynch”
Everyeye.it

“Un film atipico, surreale, visionario, di strabordante fantasia a metà tra Il
fantastico mondo di Amelié e Tim Burton con riferimenti a Wim Wenders e Peter
Greenaway, in cui la creatività fluisce in maniera libera e senza filtri.”
Radiocinema.it


KROKODYLE racconta la storia di Kaspar Toporski, un giovane illustratore e filmaker di origini polacche, trasferitosi lontano dalla sua città natale in giovanissima età. Kaspar è in attesa di risposte per riuscire a realizzare i suoi progetti, così trascorre le sue giornate disegnando, scrivendo ed inventando un suo mondo immaginario che giorno dopo giorno sembra diventare sempre più reale. Nutre fin da bambino un’ammirazione sfrenata per i coccodrilli, che considera esseri perfetti in grado di controllare lo scorrere del tempo.
Per fermare le sue idee, Kaspar inizia a realizzare un film su se stesso, una sorta di taccuino di appunti cinematografici, fatto di immagini catturate d’istinto, di disegni, di fotografie, di brevi animazioni, di suoni, di parole e di musica, di sogni e di incubi. Con il passare del tempo ed il progredire del suo film però l’allontanamento di Kaspar dal mondo reale sembra farsi sempre più insistente, fino a portarlo a pensare di essere sull’orlo della follia e di essere lui stesso il frutto bizzarro della sua incontrollabile fantasia.

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Workshop di illustrazione a Milano con Stefano Bessoni

Workshop di ILLUSTRAZIONE a Milano con Stefano Bessoni

dal 10 al 12 aprile 2015 al TEATRO FRANCO PARENTI
orari:ven.18-22 – sab. e dom. 10-18
costo 190 €
per informazioni e prenotazioni: laboratori@francoparenti.it
tel. 02 59995232

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Stefano Bessoni’s showreel

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Sequences from: Imago Mortis (2009) Krokodyle (2011) Gallows Songs (2013)
Illustrations and sketches from: Homunculus (2011) Wunderkammer (2011) Alice under ground (2012) Gallows Songs (2013) Pinocchio (2014)
Music: Waltzin’ Black by The Stranglers

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Kaspar Toporski “DZIECKA I KROKODYL” (1989) Krokodyle

Qualche anno fa, in un mercatino dell’usato a Berlino, acquistai per pochi soldi una vecchia cinepresa 16mm. Nella borsa c’erano delle scatole con alcuni spezzoni di pellicola, impressionati, stando a quanto riportato sull’etichetta, da un certo Kaspar Toporski nel 1989, pochi mesi prima della caduta del muro. Li feci sviluppare e scoprii che contenevano le inquadrature di un piccolo film di animazione oscuro e perturbante. Le montai, in senso cronologico, in modo da provare a dargli un labile filo narrativo.

Le animazioni erano state realizzate con la tecnica della stop-motion e raccontano lo strano rapporto di un bambino con un coccodrillo, che sembra filare idilliaco fino al momento in cui il rettile non tenta prima di vendere il suo piccolo amico al becchino preparatore di un museo di storia naturale, e poi una volta a casa lo divora, senza pensarci troppo. Sono sequenze in animazione scattose, grossolane, che ricordano per affinità espressiva alcune opere dell’artista praghese Jan Svankmajer, o il capolavoro dei fratelli Quay “Street of Crocodiles”, cosa che porta a pensare che la scelta di un coccodrillo come protagonista non sia del tutto casuale.

Questo è il film realizzato da Kaspar Toporski.

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Ecco alcuni fotogrammi restaurati.

Non ho mai trovato la minima traccia di Kaspar Toporski, né facendo ricerche nelle biblioteche e sui giornali dell’ epoca e neanche spulciando i cataloghi dei festival di cinema, anche i più piccoli e misconosciuti. Toporski sembra non essere mai esistito, tranne per questo piccolo misterioso filmato di pochi minuti.

La figura di questo filmmaker inesistente mi ha appassionato a tal punto da decidere di erigerlo a mio alter ego e a costruirci sopra un film completamente libero, estremamente personale, che contenesse tutti i miei appunti, le mie idee e le mie istanze espressive. Nacque così, nel 2010, “Krokodyle”.

Ecco il trailer di “Krokodyle”.

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Stop-motion @ IED Roma

28 Febbraio 2015 Nessun commento

Si è appena concluso il mio workshop di primo livello di animazione stop-motion presso la sede romana dello IED Istituto Europeo del Design, inserito nell’ambito di “CRew – IED Factory” un laboratorio di idee e progetti, una settimana intensiva di workshop trasversali aperti agli studenti IED Roma del secondo anno con artisti, fotografi, designer, registi ed esperti della comunicazione.

La stop-motion è una particolare tecnica di animazione che consiste di riprendere oggetti inanimati o burattini un fotogramma alla volta, conferendogli così un illusione di vita alla normale velocità di proiezione.

Questa disciplina, antica quanto l’invenzione del cinema stesso, è rimasta relegata a misconosciuta tecnica espressiva o a supporto nel campo degli effetti speciali fino alla metà degli anni novanta, quando grazie a Tim Burton, inizia una vera e propria rinascita.

Oggi la stop-motion non è semplicemente un modo di raccontare al cinema storie fantastiche, al pari dell’animazione tradizionale o della più moderna animazione 3D, ma diviene un valido strumento espressivo  ampiamente utilizzato nella pubblicità, nei videoclip, nella comunicazione sociale, nel web, nella realizzazione di contenuti educativi o multimediali.

Il workshop è stato seguito da studenti di vari indirizzi di studio, alcuni dei quali legati ad un approccio artistico e manuale e altri indirizzati invece alla tecnica o al marketing. E’ stato interessante vedere come, dopo un naturale spaesamento iniziale, ognuno di loro abbia portato la propria esperienza e le proprie personali peculiarità all’interno di gruppi di lavoro impegnati nella realizzazione di burattini in gomma snodabili e nella loro successiva animazione con il software Dragonframe.

Per gli studenti il momento dell’animazione è stato frutto di stupore e meraviglia, quando hanno visto le loro creazioni prendere timidamente vita, ma è stato anche un momento di presa di coscienza della complessità, della difficoltà e della lunghezza di un processo creativo affascinante, che forse qualcuno di loro tenterà di approfondire.

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STOP-MOTION la fabbrica delle meraviglie

il primo e unico libro in italiano per apprendere tutti i segreti della stop-motion, costruire burattini e animarli con il software Dragonframe.

E se volete saperne di più seguite i miei workshop!

Prossimo appuntamento:

MACERATA Fabbrica delle Favole – Summer School – 1° livello dal 13 al 18 luglio

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