Krokodyle – Promo teaser
- KROKODYLE -
Cliccando sul link è possibile visionare un primo promo di tre minuti del film:
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Articolo a cura di Daniele “Danno” Sillipo e Alessandra Sciamanna
Kaspar Toporski è un giovane filmaker di origini polacche trasferitosi lontano dalla sua città natale in giovanissima età. Kaspar è in attesa di risposte per riuscire a realizzare i suoi progetti cinematografici, così trascorre le sue giornate disegnando, scrivendo ed inventando un suo mondo immaginario che giorno dopo giorno sembra diventare sempre più reale. Nutre fin da bambino un’ammirazione sfrenata per i coccodrilli, che considera esseri perfetti in grado di controllare lo scorrere del tempo.
Kaspar discute spesso delle sue idee con Helix, una fotografa ossessionata dalla morte e dalla cattura per le immagini, della quale è anche timidamente innamorato. Frequenta inoltre un misterioso, quanto folle sarto che incarna le teorie sulla creazione e sui manichini elaborate dallo scrittore polacco Bruno Schulz e condivide la sua passione per il cinema con Bertolt, un suo collega filmaker che non ha mai superato il fallimento di un film rovinato dai pesanti interventi imposti dalla produzione.
Per fermare le sue idee, Kaspar inizia a realizzare un film su se stesso, una sorta di taccuino di appunti cinematografici, fatto di immagini catturate d’istinto, di disegni, di fotografie, di brevi animazioni, di suoni, di parole e di musica, di sogni e di incubi.
Con il passare del tempo ed il progredire del suo film però l’allontanamento di Kaspar dal mondo reale sembra farsi sempre più insistente, fino a portarlo a pensare di essere sull’orlo della follia e di essere lui stesso il frutto bizzarro della sua incontrollabile fantasia.

Note dell’autore
Questo progetto nasce dall’esigenza di lavorare in un modo differente da quello che normalmente si è abituati a fare in ambito cinematografico. Da molto tempo, soprattutto dopo la stressante esperienza della realizzazione del mio film “Imago Mortis”, sento la necessità di ricercare una leggerezza calligrafica che è normalmente più congeniale ad altre forme espressive, come ad esempio la pittura, la fotografia, o la grafica. Credo che molte volte le cose migliori nascano nel corso di sperimentazioni e ricerche e che il processo di pianificazione industriale, che i costi altissimi del cinema commerciale impongono, impedisce una fase creativa sincera che dovrebbe essere, a mio avviso, alla base di un linguaggio espressivo.

“Krokodyle” vuole essere una sorta di work in progress che possa essere ampliato ed arricchito anche in fasi successive e se necessario anche a distanza di tempo, per cogliere così le naturali trasformazioni che il tempo può determinare su idee, personaggi e struttura narrativa. Vorrei inoltre che non rimanga solamente qualcosa di destinato ad una diffusione strettamente cinematografica ma che possa essere anche eventualmente esteso ad uno sbocco espositivo, editoriale e web.
Questo film vuole essere un diario filmato, un taccuino fatto di appunti e riflessioni, di immagini e suoni, di parole e di musica, di sogni e di incubi. Una serie di mie personali considerazioni sul cinema, sulla fissazione per la cattura delle immagini e su cosa significa vivere da filmaker, con la testa perennemente tra le nuvole, in attesa di una telefonata che mi faccia sperare che forse, e dico forse, tra mesi, o anni, partirà un mio progetto cinematografico. Il tutto chiaramente infarcito delle mie passioni, o meglio delle mie ossessioni: l’anatomia, la zoologia, la raccolta di oggetti e le wunderkammer, i freaks e le stranezze, la generazione spontanea e gli omuncoli, la fotografia, il disegno… Inoltre vorrei che potesse essere l’occasione per poter esibire libere suggestioni dalle opere di Bruno Schulz, Christian Morgenstern, Lewis Carroll e da tutti quegli autori che mi ispirano e mi influenzano fin da quando ero bambino.

Non voglio mettermi davanti alla macchina da presa, non ne ho la minima voglia, non ne sono capace e non sarebbe assolutamente interessante. Così mi farò sostituire sullo schermo da un attore che vestirà i panni di Kaspar Toporski, un filmaker immaginario che diverrà il mio alter ego, quello che sono e che almeno nella mia fantasia vorrei o avrei voluto essere. Kaspar sarà circondato da una serie di altri personaggi che divideranno con lui concetti ed ossessioni, in modo che il tutto possa essere diluito in una struttura narrativa e si possa cosi allontanare dalla struttura del documentario, o mockumentary che sia.
Il film che vorrei realizzare potrà apparire caotico, confuso, pieno di elementi e di riferimenti, ma è proprio questo il suo scopo, ovvero realizzare uno sketch-book cinematografico, un libro con tanti appunti da sviluppare ampiamente in progetti più grandi. Ci sarà chiaramente una linea narrativa, necessaria per conferire al film una sua coerenza di racconto filmico. “Krokodyle” non vuole essere un film spettacolare o iscriversi forzatamente in una corrente di genere, anche se alcuni elementi potrebbero renderlo adatto, semplicemente vuole essere una riflessione sincera espressa in forma cinematografica.

Probabilmente, chi mi conosce dirà che in fondo non c’è nulla di inventato, che sono tutte cose di cui parlo sempre e che fanno parte della mia vita di tutti i giorni. Chi invece non mi conosce dirà che è tutto assurdo, forse dirà che sono tutte stupidaggini. Ma che mi importa di cosa dirà chi vedrà questo lavoro, la cosa fondamentale è scrivere, disegnare, filmare e fermare nel tempo quello che fugacemente fa capolino nella mia fantasia.
Stefano Bessoni

Biofilmografia dell’autore
Stefano Bessoni è nato a Roma nel 1965.
La sua formazione avviene in campo artistico, sotto la guida dell’incisore napoletano Mario Scarpati, che gli tramanda le antiche tecniche calcografiche e gli spalanca la porta della grafica magica dei paesi dell’est, facendogli conoscere autori come Dusan Kallay, Roland Topor, Jiri Anderle, Felicien Rops, che diverranno la base del suo immaginario visivo assieme ad autori come Dave McKean, Elizabeth McGrath, Mark Ryden e gli esponenti del Pop Surrealism.
Dopo aver frequentato per alcuni anni il corso di laurea in scienze biologiche, sviluppando particolare interesse per la zoologia e l’anatomia, si è poi diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Nonostante l’allontanamento dall’università, il mondo della scienza ed in particolare gli sconfinamenti tra discipline ufficiali ed arti espressive, divengono il nucleo centrale della sua ricerca poetica.
Il suo mondo espressivo è strettamente correlato ai suoi disegni e alle sue illustrazioni. Bessoni ritiene che il cinema sia il mezzo ideale per estendere le potenzialità delle idee catturate con carta e matita. Considera Peter Greenaway il suo maggiore punto di riferimento, per l’affinità di tematiche e per l’instancabile ricerca nella manipolazione delle immagini. Ammira inoltre la dimensione poetica dell’opera di Wim Wenders, con particolare predilezione per “Il Cielo Sopra Berlino”, che considera uno dei pochissimi film in cui l’agilità calligrafica della macchina da presa possa essere paragonata allo strumento di un disegnatore.
Dal 1989 ha realizzato numerosi film sperimentali, installazioni video teatrali e documentari, suscitando l’attenzione della critica e ricevendo molti riconoscimenti presso festival nazionali ed internazionali.
Dal 1990 al 1998 ha lavorato per alcune società di produzione televisiva come operatore, direttore della fotografia e montatore.
Dal 1998 al 2001 ha collaborato con il regista Pupi Avati, in qualità di assistente, storyboard artist e digital effect artist.
Nel 1994 il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari ha pubblicato un suo saggio sul lavoro intorno alla creazione di un personaggio, dal titolo “Attraverso lo specchio”. Nella pubblicazione sono inseriti la sceneggiatura e i bozzetti del lavoro video-teatrale “Grimm e il teatro della crudeltà”.
Ha ricevuto, nel 1995, il premio FEDIC “Claudio Pastori”, dedicato all’insieme di film realizzati, con la seguente motivazione: “Per la coerenza dell’impegno, l’originalità della ricerca, la cultura e la passione espresse nel complesso delle opere realizzate e nello studio dei rapporti tra cinema, pittura, storia, tradizioni e credenze popolari.”
Nel 1998 gli è stata dedicata una Personale nell’ambito del VideoFestival di Messina “L’Occhio del Ciclope” e nel 2009 al Reggio Emilia Film Festival.
Dal 2000 al 2007 è stato docente di regia cinematografica presso la NUCT (Nuova Università del Cinema e della Televisione) a Cinecittà.
Nel 2008 ha realizzato il suo primo film destinato alla distribuzione commerciale “Imago Mortis”.
Oltre allo sviluppo e alla realizzazione di nuovi lungometraggi “Krokodyle”, “Moths”, “Galgenlieder” è ora impegnato in un progetto editoriale ed espositivo con Volumina.
Filmografia – Lungometraggi
2010/12 “GALGENLIEDER – The Gallows Songs” – In sviluppo
2010/11 “MOTHS” – Prod. Colorado Film (Italia) – In pre-produzione
2010 “KROKODYLE” – Prod. Interzone Visions (Italia)
2008/09 “IMAGO MORTIS”– Prod. Pixstar (Italia) / Telecinco-Estudio Picasso (Spagna) – Distr. Medusa (Italia) / Aurum (Spagna) – Vendite internazionali Beta Film (Germania)
- Film riconosciuto d’Interesse Culturale Nazionale -
Interpreti: Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Alex Angulo, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin, Francesco Carnelutti, Jun Ichikawa
2005 “FRAMMENTI DI SCIENZE INESATTE”– Prod. White Shark Production

“Krokodyle” di Stefano Bessoni nasce come riflessione autoriale e dichiarazione d’amore per alcuni artisti, stili, tematiche e modalità espressive. Il cinema di Stefano Bessoni, per la sua stessa natura, ha bisogno di un assetto produttivo particolare e impegnativo: sospesi fra l’espressionismo e il barocco, con un esteso uso di effetti speciali, i suoi film si configurano come vere e proprie wunderkammer, camere delle meraviglie, e devono essere in grado di stupire e ammaliare grazie all’accumulo di dettagli ed elementi variegati.
In questo senso “Krokodyle” si configura come una vera e propria sfida produttiva. Siamo convinti che il cinema indipendente non sia sempre e necessariamente sinonimo di povertà di mezzi e scelte raffazzonate. Per fornire al regista tutti gli strumenti utili a sviluppare la sua peculiare visione, abbiamo dunque chiamato a raccolta professionisti di alto profilo.
“Krokodyle” è un film libero, indipendente, ma che non vuole in alcun modo rinunciare alla qualità. Girato con l’ausilio della rivoluzionaria macchina da presa digitale RED ONE, il film si avvale del patrocinio della Città di Torino e della Film Commission Piemonte; le riprese sono state effettuate tra Roma e Torino, in una notevole varietà di location differenti. “Krokodyle” può contare inoltre sugli effetti speciali del Leonardo Cruciano Workshop (Il Divo, Shadow, Miracolo a Sant’Anna), il migliore laboratorio italiano di SFX, che per l’occasione ha sviluppato anche alcune creature in animatronica – tecnica praticamente inedita in Italia. Gli effetti digitali, tanto spesso sottovalutati nel nostro cinema, sono stati sviluppati fin dal momento delle riprese dal supervisore agli effetti visivi, Bruno Albi Marini (Evilenko, Go Go Tales). Impreziosiscono ulteriormente la produzione la fotografia di Ugo Lo Pinto (Frammenti di Scienze Inesatte) e le scenografie di Briseide Siciliano (Imago Mortis, Frammenti di Scienze Inesatte ).
La nostra giovane casa di produzione, Interzone Visions, è nata con l’intento di proporre nuove e inusuali esperienze cinematografiche; con “Krokodyle” pensiamo di poter dimostrare come un film indipendente, nato dall’entusiasmo e dall’amore per il cinema, possa essere sviluppato con mezzi e professionalità del massimo profilo; e soprattutto senza dover ripiegare in alcun modo sulla qualità del prodotto, nonostante i costi contenuti.
Ivan Cenzi, Christian Favale, Francesco Rizzi
Interzone Visions srl è una casa di produzione cinematografica con sede a Roma nei pressi degli stabilimenti di Cinecittà, fondata nel 2008 da Ivan Cenzi, Christian Favale e Francesco Rizzi. Oltre a sviluppare diversi progetti per il cinema (Questione di gusti di Pappi Corsicato), la società si occupa anche di documentari (La Culla del Dio Morente) e di vari spot e servizi per aziende (Nike, Pasta Garofalo, Nokia, Renault, Trenitalia, Q8, ecc.). Interzone Visions ha anche realizzato le trasmissioni televisive “Stelle & Padelle” e “TransEurope” in onda sui canali All Music e SKY Discovery.










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Krokodyle
un film di
Stefano Bessoni
Prodotto da
INTERZONE VISIONS
e
LEONARDO CRUCIANO WORKSHOP
in collaborazione con
FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE
con il patrocinio
della città di Torino
con
Kaspar Toporski – Lorenzo Pedrotti
Helix – Jun Ichikawa
Schulz – Franco Pistoni
Bertolt Kleist – Francesco Martino
Theophilus – Orfeo Orlando
Scritto e diretto da
Stefano Bessoni
Prodotto da
Stefano Bessoni
Ivan Cenzi
Christian Favale
Francesco Rizzi
Leonardo Cruciano
Fotografia
Ugo Lo Pinto
Scenografia
Briseide Siciliano
Costumi
Alessandra Torella
Montaggio
Linda Taylor
Prosthetics & special art effects
LEONARDO CRUCIANO WORKSHOP
sfx supervisor
Leonardo Cruciano
Animatronic Supervisor
Terence “Doc” Popolo Rubbio
Effetti digitali
WONDERLAB
Digital sfx supervisor
Bruno Albi Marini
Aiuto regia
Silvia Chicoli
Trucco
Gianna Di Pasquale
Ideazione e coreografia
delle bambole viventi
Vincenzo Schino
Musiche originali
” ZA BUM “
Pierpaolo Grego
Cristiano Biz
Zeno Tami
Maddalena Vitiello
Simone Ciprian
David Vecchiato
Musiche aggiunte
tratte da “Sublime” di Michael Nyman – Ed. Volumina
(per gentile concessione dell’autore e dell’editore)
Fotografie
Andres Serrano, Patrick Budenz, Wayne Martin Belger
(Su gentile concessione degli autori)
Disegni e animazioni
Stefano Bessoni
Girato in
RED CAMERA
Macchina da presa
INTERZONE VISIONS – Roma
Ottiche e accessori
D-VISION – Roma
***
Si ringraziano
Alessandro Molinengo e Fausto Gazzi
NAUTILUS – Torino
Domenico De Gaetano
VOLUMINA – Torino
Luigi Piccolo
SARTORIA FARANI – Roma
Sergio Ferrades
KILLER BEER – Roma
Osvaldo Caruso
OFFICINEMA – Roma
Alessandro Caruso
CINEARS – Roma

Non è facile descrivere con delle parole quello che dovrebbe essere immagine e trasmettere emozioni attraverso un fascio di luce che tiene imprigionati ectoplasmi nel buio di una sala. A volte un’immagine può essere assai più convincente di tante parole, un immagine può affascinare, commuovere, spaventare, creare repulsione, catturare irrimediabilmente. E sicuramente l’immagine, la visione, la fantasia ed in particolare la necessità di controllare e imprigionare la fantasia proprio attraverso la creazione di immagini rappresentano il nucleo centrale della storia, una necessità così prepotente da trasformarsi in un’ ossessione. Un’ ossessione che spinge a passare oltre i confini del visibile per vedere quello che c’è al di là dello specchio, come succedeva ad Alice, che vincendo la noia e assecondando la sua curiosità trovava una realtà parallela nella tana del coniglio bianco e dietro uno specchio. Ma il viaggio è lungo e sicuramente non privo di rischi, la flebile linea che separa la realtà dalla fantasia è la stessa che fa da spartiacque tra follia e saviezza.












Imago Mortis: A New Beginning…





L’idea del film prende spunto da una serie di filastrocche apparentemente infantili dello scrittore tedesco Christian Morgenstern (Monaco di Baviera, 1871 – Merano, 1914) raccolte sotto "Galgenlieder" (Canti della Forca), "Palmstroem" e "Palma Kunkel", una serie di componimenti basati sull’assurdo e sull’inverosimile. Questi scritti sono per alcuni aspetti accomunabili al "non-sense" carrolliano e sono intrisi di un grottesco spietato che trasforma il concetto di macabro in una riflessione profonda sul senso della vita, spostandosi così in territori vicini più alla filosofia ( Nietzsche in particolare) che alla narrativa per bambini.

